Non vi parlerò di ricette e menù ideali, ma del perché fare il menù della settimana possa cambiare la vita, in meglio ovviamente. Non sono mai stata una particolare fan del menù della settimana e se vivessi da sola credo che semplicemente aprirei il frigo a caso, giusto per sopravvivere. Vivendo in famiglia con svariati figli al seguito ho sperimentato e sperimento invece la convenienza di fare sistematicamente un menù. Per cui non resta che raccontarvi quanto creare un menù della settimana possa essere uno strumento organizzativo realmente efficace.

3 Motivi Fondamentali per fare il menù della settimana

Un cambio di abitudini non può che essere motivato da ragioni sia ideali che pratiche. Ideali perché sono l’ideale e il desiderio che possono spingere e motivare un cambio di abitudini. Pratiche perché servono un riscontro e un ritorno reale e concreto per continuare nell’impresa e superare le difficoltà che si presentano.

Ci sono 3 motivi fondamentali per cui vale la pena fare il menù settimanale, tanto semplici quanto determinanti.

  1. Si sceglie cosa mangiare. Proprio così: pianificando un menù settimanale si può scegliere per esempio quali cereali mangiare, cercando di non proporre sempre grano duro (la classica pasta). Avendo la visione di tutta la settimana si può decidere la proteina a cui dare la priorità in quel pasto, tenendo conto di un certo equilibrio fra le varie proteine nella settimana, in perenne equilibrio fra i gusti di tutti. Lo stesso vale per le verdure, guardando alle verdure di stagione e decidendo fra crude e cotte. D’inverno tutto ancora più semplice con le mille meravigliose vellutate che si possono fare. Lo stesso vale per la frutta che si può utilizzare negli spuntini e nei pasti.
  2. Si risparmia. Sia in termini economici che in termini di tempo. Prima di fare il menù si fa il punto su cosa sia ancora da consumare (sia in frigo che in freezer che in dispensa): questo è un ottimo punto d’inizio e di maggiore consapevolezza. Poi si fa il menù della settimana e la spesa è una conseguenza piuttosto mirata dei passi precedenti. Una lista della spesa consapevole è sicuramente d’aiuto a non comprare cose di cui non abbiamo bisogno e a posticipare l’acquisto al momento di reale bisogno. Certo quando ci sono delle offerte se ne può approfittare, ma sempre avendo in mente i nostri consumi medi e i gusti della famiglia. Non so a voi, ma a me il frigo vuoto ormai dà soddisfazione. Significa che non abbiamo sprecato nulla e consumato tutto ciò che c’era.
  3. Si alleggerisce il carico mentale. Si questo accade davvero, il pensiero ricorrente su “cosa mangiamo stasera” svanisce insieme al menù scritto una volta per tutte. Una volta creato il menù per la settimana successiva, avendo tenuto conto dei diversi elementi, la mente ne esce infatti alleggerita. Non si avrà più il pensiero di che cosa fare da mangiare a cena, semplicemente la mattina o la sera precedente si andrà a leggerlo sul menù (giusto per verificare se occorre scongelare o preparare prima qualcosa). Meno carico mentale e una semplificazione che divenuta routine prende sempre meno tempo nella fase di pianificazione.

Nessuna ricetta culinaria, ma 4 indicazioni utili

Fare il menù settimanale può cambiare in meglio la settimana, ma certe volte l’efficacia di uno strumento è fortemente legata alla modalità con cui viene utilizzato. Tenere conto di tutti gli aspetti della vita familiare e dei suoi componenti è essenziale per la buona riuscita di un menù. Allora da dove partire?

Vi elenco qui 4 aspetti da guardare e di cui tenere conto in una famiglia con bambini che vanno a scuola e mangiano tendenzialmente a scuola a pranzo.

1. Da dove partire: guardare il menù di scuola

La cosa più difficile può essere iniziare, non si hanno idee, spunti e poca voglia. Questa era la mia prospettiva. Inoltre, ero anche stanca di sentirmi dire: ma questo l’abbiamo mangiato oggi!! Allora ho iniziato a guadare davvero il loro menù settimanale per non replicarlo la sera. Guardare il menù della scuola che sia nido, infanzia o primaria è un ottimo punto di partenza.

Se ci sono scuole diverse con menù diversi se ne può prendere in considerazione uno, diciamo il menù che impatta maggiormente per numero di figli o per gusti più difficili. A quel punto si ha già chiaro quale proteina, quale cereale e quale verdura è proposta a pranzo e se ne terrà conto nella settimana.

2. Un occhio al frigo e uno alla dispensa

Il secondo passo può essere guardare cosa rimane dentro il frigo ed entro quando è da consumare. Dare anche un occhio al freezer periodicamente (sapete quanto tempo è bene che i cibi stiano in congelatore?) e naturalmente alla dispensa. Cosa c’è già di aperto? Infine un’ottima idea è quella di lasciare almeno un pasto come “pasto degli avanzi” e al massimo si scongela qualcosa se non sarà sufficiente.

3. Decidere a quale proteina e a quale cereale aprire la porta di casa

Avendo visualizzato cosa mangiano a pranzo i bambini e cosa c’è nella dispensa da consumare si può decidere quale proteina proporre a cena: carne, formaggi, pesce, legumi o uova. Spalmiamo una proteina a pasto, cercando di non mischiarle e avendo una visione globale della settimana. Quante volte vogliamo mangiare carne e pesce? Quanto i legumi, le uova e i formaggi?

Fare il menù della settimana può aiutare in un altro aspetto importante: variare i cereali. Ebbene sì, non esiste solo la pasta. Si certo c’è anche quella integrale. Ma poi ci sarebbero farro, riso, orzo, miglio, bulgur, avena. Pane, patate, pizza e focacce. Con una visione globale è più facile trovare un equilibrio e variare davvero i cereali. Senza stravolgere i gusti di nessuno e ritrovarsi a cucinare piatti assurdi.

4. Fare il menù della settimana significa Immedesimarsi

Con questo ultimo punto intendo dire che è bene pensare a quel particolare giorno nel decidere cosa preparare per cena. Quanto tempo si avrà a disposizione quel giorno per cucinare? È previsto che qualcuno dei bambini possa aiutare nella preparazione? Sarà una giornata nella quale hanno fatto tanto sport e si sono mossi e quindi avranno più appetito? È un giorno più difficile o stancante per qualcuno? Ci saranno ospiti a cena? È utile pensare a quel giorno nel particolare, a cosa piace ai nostri figli e a noi.

Inizialmente questo tempo di organizzazione e redazione del menù può prendere più tempo, poi man mano tende a restringersi e diventare un tempo più breve. Inoltre, è decisivo darsi un momento fisso nel quale fare il menù e la lista della spesa. Se è sempre lo stesso sarà più semplice perché diventa una vera e propria routine.

Io una volta fatto il menù (fra il giovedì e il venerdì della settimana precedente) stilo la lista della spesa di ciò che manca e non ci penso più, tant’è che devo poi andare a leggerlo per sapere cosa si mangerà! Un pensiero in meno che affolla la mia mente già così provata, un file aperto che viene sistematicamente chiuso. Questo naturalmente non vuol dire che non si lasci spazio alla creatività, all’imprevisto e a uno dei grandi doni della modernità: il congelatore!

NB: la foto in copertina non è della mia cucina, ma è stata scaricata da qui

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