L’epilogo del libro “Il Cretino Digitale” afferma la necessità di riorganizzare l’ecologia familiare per poter mettere in atto i suggerimenti proposti in merito all’educazione digitale.

Si tratta di sette suggerimenti che l’autore propone e che riporto qui sinteticamente:

  1. Prima dei sei anni: niente schermi
  2. Dopo i sei anni: al massimo 1 ora al giorno (tutto compreso)
  3. Niente schermi in camera da letto
  4. Niente contenuti inadatti
  5. Non al mattino prima di scuola
  6. Non la sera prima di andare a dormire
  7. Una cosa alla volta (ossia utilizzare uno schermo alla volta)

Riorganizzare l’ecologia familiare

Non è interessante ora misurare quanto questi suggerimenti siano tutti realistici per ognuno di noi alla lettera, ma piuttosto quanto l’autore afferma poco dopo. Le regole proposte, a detta dell’autore, sono efficaci, ma le ore sottratte agli schermi vanno poi restituite alla vita: meno schermi vuol dire più vita.

Una frase senza mezze misure che chiama in causa due aspetti: la partecipazione degli adulti e la gestione del tempo.

Questa proposta non sembra semplice né immediata perché chiede una completa riorganizzazione della vita familiare. O come scrive l’autore “una riorganizzazione dell’ecologia familiare”. Ma cosa vuol dire riorganizzare l’ecologia familiare?

Spazi e Abitudini

Occorre un vero e proprio cambio di rotta: stabilire le priorità e cercare di organizzarsi di conseguenza. Se si desidera preservare il dialogo, la condivisione, un numero adeguato di ore di sonno e un utilizzo sano e creativo della rete sarà il caso di darsi delle priorità. Stabilire insomma quali punti sono importanti per la propria famiglia.

Cosa è davvero importante per noi e per i nostri figli?

Cosa desideriamo preservare e coltivare?

Quali sono le nostre passioni e quelle dei nostri figli?

Quali contenuti desideriamo privilegiare nel web e nella rete?

Partendo dai contenuti si arriva a definire e stabilire tempi e spazi. Stabiliti dagli adulti, negoziati con i ragazzi più grandi, consapevolmente e in base all’età di bambini e ragazzi.

Per essere concreti, se si desidera preservare la camera da letto dagli schermi, oltre a non installare una TV in camera sarà utile pensare al luogo dove riporre i devices di famiglia e a uso personale durante la notte. Stabilire tempi di disconnessione per tutta la famiglia e lasciare spazio anche alle alternative.

E se si gioca con una console o sul PC quale sarà il luogo preposto? Probabilmente posizionarla in un luogo di passaggio e non in camera potrebbe aiutare nella gestione dei tempi di esposizione.

Piccole sane abitudini per gli adulti che si possono consolidare con il tempo anche per bambini e ragazzi.

Tempi e Contenuti

Il tempo di utilizzo è sicuramente un punto delicato, legato alle abitudini di famiglia. Che si possono costruire, cambiare e modellare con la crescita dei figli e le esigenze della famiglia.

Un criterio iniziale  per stabilire e monitorare il tempo di esposizione può far riferimento alle indicazioni della Società Italiana di Pediatria che ha formulato alcune regole di condotta riguardo alla routine quotidiana e i media digitali. In particolare, partendo dai più piccoli:

  • Evitare l’uso di media digitali da parte di bambini che non abbiano ancora compiuto i due anni di età
  • Evitare l’uso dei media digitali durante i pasti e almeno un’ora prima di dormire
  • Evitare che i piccoli usino applicazioni con contenuti inadeguati e violenti

Per quanto riguarda il ventaglio temporale adeguato per il livello di età del bambino, sempre la Società di pediatria suggerisce i seguenti limiti:

  • Meno di un’ora al giorno per i piccoli dai 2 ai 5 anni
  • per i bambini tra i 5 e gli 8 anni un tempo inferiore a due ore al giorno

Contenuti e Sonno

Un ulteriore aiuto per quanto riguarda la scelta dei contenuti a cui aprire la porta può essere l’indicazione dell’età. Sia i videogiochi che le APP come anche le serie TV e i film hanno indicazioni d’età Invece che essere un ostacolo possono diventare un alleato. Un punto da cui partire con flessibilità e giudizio. Non tutto il tempo davanti agli schermi è uguale, non tutti i contenuti sono adatti ad ogni età e al momento fase specifico di crescita.

Rispetto al sonno l’american National Sleep Foundation ha pubblicato la raccomandazione più autorevole sulle ore di sonno necessarie nelle diverse fasce d’età. Ore che rischiano di essere ridotte dall’uso pervasivo degli schermi, vediamole nel dettaglio:

  • 11/14 ore al giorno da uno a due anni
  • 10/13 ore da tre a cinque anni
  • 9/11 ore da sei a tredici anni
  • 8/10 ore da quattordici a diciassette anni

Prendete ad esempio i vostri figli più grandi e verificate se normalmente riuscite a fare in modo che dormano la media delle ore indicate. Noi siamo molto attenti alle ore di sonno, ma rimane una missione piuttosto sfidante preservare il loro sonno.

Sviluppare delle competenze per il futuro: ecco perché riorganizzare l’ecologia familiare

È innegabile che sia importante avere un occhio sul tempo di utilizzo, sia in generale rispetto al tempo passato davanti ai diversi schermi, sia rispetto al tempo di utilizzo del proprio smartphone personale.

Raggiungere una maggiore consapevolezza è un primo passo verso un cambio di rotta che si può realizzare laddove si voglia o si renda necessario.

Molti dei suggerimenti di questo libro rientrano nella proposta dei Patti Digitali Famiglie in Rete Torino di cui vi ho parlato qui, si tratta di un progetto che si sta sviluppando a livello nazionale su diversi fronti e in tanti piccoli e grandi Comuni.

La posta in gioco è alta, vi invito ad andare a leggere il Patto e questa pagina e a scrivermi cosa vi sta a cuore e cosa vi sembra impossibile.

Non si intendono demonizzare le tecnologie o rimanere dei dinosauri nel mondo attuale, ma al contrario prepararci al meglio, in modo consapevole e creativo, facendo in modo che anche i nostri figli possano sviluppare delle vere competenze per il futuro.

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