I compiti dei genitori nell’età dello Tsunami, ossia l’età della preadolescenza, sono davvero grandi, complessi ed entusiasmanti allo stesso tempo. Vi ho già parlato qui del libro “L’età dello Tsunami”, soffermandomi soprattutto sulla parte che approfondisce la mente del preadolescente.

In questo post vi lascio invece alcuni spunti su quelli che sono i compiti di accompagnamento degli adulti, sentinelle della preadolescenza.

Quali interessi e quali passioni?

Con l’arrivo della preadolescenza divertirsi assume nuovi significati e nuove forme. Le modalità di stare insieme agli altri cambiano e le tecnologie iniziano ad avere un ruolo rilevante.

Gli autori sottolineano come i genitori abbiano un ruolo importante nel processo di costruzione delle passioni e di esplorazione delle possibili attività.

Praticare con costanza uno sport, leggere, suonare uno strumento musicale, ascoltare musica e maturare i propri gusti, andare in bicicletta da soli, dipingere, studiare una lingua straniera, approfondire una materia scolastica, acquisire competenze informatiche non legate ai videogiochi…Queste sono solo alcune delle attività adatte a quest’età da fare da soli o in compagnia di qualche amico.

Ci sono alcune domande che possono aiutare gli adulti a inquadrare questo punto così importante: “Quali sono le attività prevalenti che pratica mio figlio? Come occupa il suo tempo libero?”. La sfida è ampliare gli interessi dei ragazzi, usare il tempo libero per dare spazio e tempo a queste attività e passioni.

L’età dello Tsunami: l’importanza di insegnare un metodo per organizzarsi

Un altro aspetto centrale in questa età riguarda la crescita e lo sviluppo di una capacità organizzativa. Una volta iniziate le scuole medie la vita dei ragazzi si fa generalmente più intensa: è essenziale quindi che possano imparare a organizzarsi. Per farlo occorre insegnare loro un metodo di cui possano impadronirsi e portarsi dietro per la vita. Non tutto insieme, ma gradualmente e a piccoli passi.

La prima cosa è imparare a gestire il tempo a disposizione: il tempo per lo studio e la sua programmazione, il tempo per ciò che appassiona, il tempo per le amicizie e il tempo per aiutare in casa.

Occorre insegnare ai ragazzi un metodo e poi mollare la presa: dare loro fiducia, lasciare che possano sbagliare per imparare davvero. Il dialogo rimane la risorsa principale a nostra disposizione: cercando di sviluppare l’empatia, lasciamo sempre aperta la porta con loro, senza dare giudizi affrettati o arrivare a facili conclusioni.

Facile a dirsi e molto impegnativo nella pratica. Proprio in questi momenti occorre focalizzarsi su quanto la preadolescenza sia una fase positiva! Comprendere la mente dei preadolescenti significa assumere un atteggiamento rispettoso verso i cambiamenti in atto. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi molto amati e il ruolo genitoriale ci chiede di mantenere uno sguardo amorevole su di loro, anche nello tsunami di cui sono protagonisti.

I compiti dei genitori nell’età dello Tsunami: fare esperienze insieme a loro

Questo è anche il momento nel quale si possono fare insieme delle esperienze che entusiasmano sia i ragazzi che i genitori. Fin quando erano piccoli ci si trovava a organizzare i week end per “portare i bambini” di qui e di là, come organizzatori e intrattenitori. Adesso invece si può scegliere di fare qualcosa insieme, qualcosa che coinvolge e piace a genitori e figli, magari portando avanti una passione in comune. Uno sport da praticare insieme, una gita in montagna, un film di un certo livello, un viaggio culturale. Partendo dalle loro passioni, si può individuare cosa approfondire insieme.

I ragazzi si trovano inoltre a sviluppare le competenze sociali nel mondo reale: si incontrano e si scontrano con gli altri, cercando di capire sempre più chi sono e da dove vengono. Gli amici in preadolescenza sono la prima vera occasione di essere visti da qualcuno in modo intimo e profondo. I genitori possono favorire le occasioni di incontro e convivenza con i coetanei anche in ambiti dove ci possano essere altri adulti di riferimento, essenziali per una sana crescita dei ragazzi.

“Quando avevo 14 anni, mio padre era così ingombrante che non sopportavo di averlo intorno. Ma a 21 rimasi stupefatto di quanto fosse riuscito a imparare in sette anni”.

Mark Twain

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