È possibile fare una ricerca senza usare Google? Qualche giorno fa ero a casa con i miei figli e uno di loro come compito doveva proprio fare una ricerca. Ho voluto fare un esperimento e provare ad aiutarlo senza immediatamente lasciargli aprire Google, ma dando spazio anche ad altri strumenti.

Fino a qualche tempo fa non mi sarei mai posta questa domanda, ma quel pomeriggio ero particolarmente attiva e disponibile a sperimentare oltre la mia zona di comfort. Sta di fatto che poi ci ho preso gusto ed è stata una esperienza che merita di essere raccontata.

Tentativi ed esperimenti

“Mamma, devi assolutamente aiutarmi oggi, devo fare una ricerca in inglese!”. Quando un figlio esordisce così nella mia mente iniziano ad affollarsi sempre tante domande. Spingo via tutti i pensieri che mi richiamano alla mente le varie incombenze e cerco di concentrarmi sul figlio che ho davanti.

E se fosse possibile e persino divertente e gratificante fare una ricerca senza usare per forza quel famoso motore di ricerca? Confesso di averlo pensato svariate volte, ma l’ultima volta è stato qualcosa più di un semplice pensiero di passaggio a spingermi a provare e così abbiamo fatto.

Tempo esclusivo e scoperte

L’occasione aveva infatti in dote la possibilità di spendere del tempo esclusivo con mio figlio, fianco a fianco in un pomeriggio dopo la scuola. Lui si è preparato mettendo insieme il materiale che serviva e abbiamo iniziato a sfogliare un libro per bambini e ragazzi sull’antica Roma che abbiamo a casa da tempo. Il tema della ricerca erano infatti gli dei dell’antica Roma: ci siamo così ritrovati a sfogliare il libro, a rileggerlo insieme cercando spunti e notizie da copiare, mettendo post-it qua e là.

Poi insieme abbiamo provato a tradurre in inglese le descrizioni dei vari dei e lui si è dedicato a scrivere. Per controllare termini e vocaboli gli ho messo davanti un piccolo vocabolario: pazienza e manualità fine si sono fortemente allenate nella ricerca delle parole. Allenando anche la mia pazienza.

Altri Motori di Ricerca utili

Una volta impostato il lavoro abbiamo anche utilizzato il web per alcune precisazioni o verifiche che non erano presenti sul libro. Abbiamo però provato a non aprire Google, utilizzando un altro motore di ricerca che si chiama Qwant. Lo conoscete?

Qwant ha a cuore la privacy degli utenti ed è disponibile anche una versione Junior per i più piccoli. Pensato per i bambini di 6-12 anni, Qwant Junior è il primo motore di ricerca che permette ai bambini di esplorare internet bloccando i contenuti inappropriati, senza pubblicità e senza mai conservare la cronologia di ricerca o i dati personali dei minori.

Un altro motore di ricerca che utilizza il più grande e che ho scoperto proprio grazie a lui è invece Duck Duck Go: anche questa piattaforma ha un’attenzione speciale alla privacy degli adulti.

Fare una ricerca senza usare Google

Posso dire che è stata una bellissima esperienza di condivisione con mio figlio e di grande soddisfazione per la chiarezza delle fonti utilizzate. Navigare sul web alla ricerca di notizie non è affatto semplice e monitorare i più piccoli non è affatto rilassante, oltre alla difficoltà di riconoscere fonti autorevoli e autentiche con certezza.

Questa voglia di sperimentare ha le sue radici in un incontro di formazione a cui avevo partecipato qualche giorno prima con altri genitori, all’interno della Rete dei Patti Digitali.

Il relatore aveva fatto vari esempi di come normalmente si ricorra al web per ogni esigenza e richiesta di informazioni di cui abbiamo bisogno. E così si abituano a fare i nostri figli, che sempre ci guardano. Chiediamo informazioni e notizie al web, senza in realtà essere sicuri della fonte a cui stiamo chiedendo l’informazione.

E se invece provassimo a cambiare parzialmente metodo? Potremmo abituarci a variare nella nostra ricerca e chiedere per esempio un informazione storica al nonno, un approfondimento a una rivista scientifica o alla biblioteca della zona, al giardiniere specializzato o al vicino che é un esperto in un certo settore e così via..

Ho trovato quest’approccio estremamente interessante e ho deciso di provare il più possibile a metterlo in pratica. Vi consiglio di fare qualche esperimento! Se lo fate scrivetemi per sapere come è andata!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here