Qual è il momento GIUSTO per mettere in mano ai nostri figli uno smartphone? Nel valutare attentamente la risposta a questa domanda ci sono diversi fattori che entrano in gioco, uno di questi riguarda senza dubbio i limiti d’età per iscriversi ai Social Media.

Credo che molti genitori che abbiano iniziato a farsi questa domanda apprezzerebbero tantissimo questo libro di Stefania Garassini.

L’autrice invita ogni genitore, insegnante, educatore a valutare attentamente i motivi per cui varrebbe la pena aspettare a regalare uno smartphone all’età della Prima Comunione (9/10 anni). Aspettare più a lungo di quel che il mercato, la moda e «gli altri» tendono a farci credere sia necessario, essenziale e giusto per la vita dei nostri figli.

I limiti d’età dei social media

Uno degli argomenti che la Garassini affronta, sul quale ero sinceramente poco informata, riguarda proprio i limiti d’età dei social media.

Esistono infatti dei limiti d’età che sono esplicitamente previsti dalla legge: limiti sotto i quali non si può avere un account o utilizzare quel determinato social. In sostanza non si può accedere ai social se minori di 13 anni, anche se fino ai 14 anni compiuti al momento è necessario chiedere l’autorizzazione dei genitori o del tutore legale affinché vi sia il consenso al trattamento dei dati personali.

L’ iscrizione ai SOCIAL MEDIA

Aggirare l’ostacolo del limite di età è facile: basta iscriversi inserendo una data di nascita falsa. Quanti inseriscono la data di nascita errata, al momento della creazione dell’account, commettono dunque una falsa dichiarazione e in questo caso il gestore del social rimanda la responsabilità ai genitori. 

Ma il genitore che asseconda questo desiderio che cosa sta comunicando al figlio?

Gli sta chiaramente dicendo che va bene mentire, che è lecito farlo. Iniziando da qui, da quella che può sembrare una banale bugia, si può pensare che non sia poi così grave aggirare le regole e le leggi anche in altri ambiti.

Ma il punto davvero interessante è ancora un altro, ossia: perché esiste un limite d’età all’iscrizione dei social?  

Tutto subito, anzi prima

La risposta non è così scontata e pone un’altra domanda: i social media sono luoghi pensati per under 13? Minore è l’età, più facile è incontrare contenuti non adatti e violenti. Le limitazioni di uso legate all’età servono per proteggere i bambini e lasciare che possano vivere la loro infanzia.

Questo limite è in contrasto con la tendenza attuale dell’offrire tutto e subito ai nostri figli. La tendenza ad offrire precocemente esperienze, strumenti e possibilità. Come se non si potesse aspettare il momento opportuno e procedere secondo l’età e la maturità del bambino.

C’è questa esigenza di fare tutto prima. Perché?

Usare bene la tecnologia

Non avere un profilo Social non significa però non usare Internet e la rete fino a 13 anni. Anzi! Questi anni sono quelli in cui noi adulti possiamo accompagnare i nostri figli nella crescita dell’ educazione al digitale.

Ci sono tantissimi strumenti che possono essere utilizzati, a partire dal coding per arrivare a tante App utili, didattiche e arricchenti che si possono scoprire insieme ai nostri figli.

Il sito Mamamo, dedicato all’educazione digitale di adolescenti e adulti, è una piattaforma che vi segnalo: ha davvero tanti spunti su questo tema. In uno dei suoi post ha immaginato un dialogo proprio sul tema dei limiti d’età dei social tra un genitore e un ragazzino che non ha ancora l’età per iscriversi a un social.

La possibilità che c’è è quella di allenarsi insieme a un uso creativo, consapevole e responsabile della rete e degli strumenti digitali a disposizione:

“Il mondo dei Social è complicato: crescendo sarai in grado di valutare maggiormente le conseguenze delle tue azioni. So che ti affascina e ti attrae la possibilità di comunicare e condividere con i tuoi amici: piace molto anche tanti noi adulti!”

I limiti d’età dei social media: uno spunto per una decisione importante

In effetti questo limite offre spunti di riflessione importanti per capire quale possa essere l’età più giusta per dare uno smartphone in mano ai nostri figli. Non credo ci sia un’età da manuale “ottima” per tutti, credo però che un limite minimo d’età possa essere una base comune e condivisa da cui partire. Stiamo parlando di una scelta assolutamente personale ed educativa che compete ad ogni famiglia e ogni figlio non sarà uguale a un altro.

In ogni caso è bene prepararsi e non arrivare del tutto privi di informazioni, idee e posizioni per affrontare questo momento. Soprattutto per dare le ragioni delle scelte che vogliamo intraprendere: senza ragioni è molto difficile mantenere una decisione nel tempo e rimanerne fedeli.

L’importante è che possa essere una scelta consapevole, senza dimenticare 2 ultimi aspetti importanti:

  1. Il dialogo con gli altri genitori: parlarne per confrontarsi in modo costruttivo. Non è che tutti ci forziamo a fare una scelta solo perché “lo fanno tutti”?
  2. Non corriamo il rischio di demonizzare lo smartphone o la tecnologia in generale. Lo smartphone è uno strumento con straordinarie potenzialità.

La sfida, che riguarda per primi gli adulti, è di cercare di usare questo strumento al meglio. E i nostri figli impareranno, ancora una volta, da noi.

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