Avevo specificato nelle note del modulo on-line che il corriere sarebbe dovuto passare dopo le 17,30, prima di quell’orario non riuscivo davvero ad essere a casa. “Non si preoccupi il corriere si metterà in contatto diretto con lei”, fu la risposta.

E difatti mi chiamarono, ma non trovai la stessa disponibilità: “Signora ma noi dopo le 17 stacchiamo, prima non c’è nessuno?!!”

Specifico che non avrebbero dovuto consegnarmi un pacco bensì ritirarne uno per inviare vestiti usati.  Mi accordo quindi per essere a casa entro le 17,00 facendo il possibile tra una capriola e un doppio salto mortale e i vari imprevisti.

Fra una corsa e l’altra mi riempivo della consapevolezza che di più di così non riuscivo a fare, più in là di così io non riuscivo proprio ad arrivare. Pace. 

Raccolgo la prole da scuola il più velocemente possibile e qui dovrei aprire una parentesi e scrivere un post specifico sulla famiglia BRADIPI che siamo, lo farò presto. Proprio nel momento in cui stiamo percorrendo l’ultimo tratto di strada intravedo un furgone che gira nella nostra via e si ferma davanti al portone. Scende un signore che suona al nostro citofono, al ché iniziamo tutti a correre andandogli incontro, urlando e sbracciandoci.

E incontriamo lui: il corriere più gentile del mondo, una gentilezza inaspettata e perciò ancora più gradita. Ci accoglie come ci conoscesse da sempre. Invece di aspettare sotto (spesso i corrieri non salgono al piano) si offre di salire insieme a noi e così gli consegniamo il famoso pacco, pensiero ricorrente della giornata. Con un grande sorriso mi ringrazia e va via.

Ecco per me questo episodio è stato emblematico di ciò che è la mia vita. Ho fatto il possibile, mille corse e capriole, mi sono preoccupata, quasi arrabbiata, ho cambiato i miei piani e messo tutte le energie per essere dove era necessario.

E alla fine ho trovato un dono inaspettato e immeritato ad attendermi.

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